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Si può invertire l’osteoporosi?

Mag 26, 2024 | Endocrinologia, Farmaci, Nutraceutica, Ormoni

Il termine osteoporosi indica un’aumentata porosità delle ossa. Invece che una struttura rigida, al posto delle ossa c’è come una spugna, piena di fori, cosa che si traduce in una bassa densità ossea, una maggiore fragilità e un aumento del rischio di fratture, spesso anche con un trauma minimo.

https://youtu.be/87bQUYXiLW4

L’osteoporosi è meglio prevenirla

Avere già osteoporosi è un conto, ma cosa possiamo fare per non farcela venire? Ti sembrerà strano, ma conta già quello che viene fatto nell’adolescenza.

Durante gli anni dell’adolescenza, l’osso si accumula a un ritmo rapido e l’accumulo ottimale di osso in questo periodo è essenziale per raggiungere il picco ottimale di massa ossea, tipicamente raggiunto nella terza decade di vita.

La massa ossea rimane poi stabile fino ai 40-50 anni, dopodiché inizia a diminuire.

Il picco di massa ossea raggiunto determina le condizioni di salute delle ossa immediate e future. Le persone con un picco di massa ossea più basso tendono ad avere una salute ossea meno ottimale per tutta la vita, e questo diventa particolarmente problematico negli uomini anziani e nelle donne in postmenopausa.

La strategia migliore per ottimizzare la salute delle ossa è prevenire l’insorgenza dell’osteoporosi. A tal fine è necessario prestare attenzione ai fattori che contribuiscono a una salute ottimale delle nostre ossa. E su questo la genetica ha sicuramente il suo peso, ma molto meno di quello che pensi (sì, anche in questo caso!).

Da dove partire?

La base, sempre, è partire dall’attività fisica di forza. Il carico meccanico delle ossa attraverso l’attività fisica, tramite esercizi contro resistenza, è ciò di più terapeutico che possiamo (e dobbiamo) fare.

Poi, il mantenimento di un peso corporeo ideale e l’assunzione adeguata di micronutrienti (tra cui calcio e vitamina D) e macronutrienti, soprattutto proteine, è molto importante.

Una dieta base antinfiammatoria, povera (o priva) di cereali raffinati, cibi ultraprocessati, oli vegetali polinsaturi è sempre una buona scelta (non solo per l’osteoporosi, ma per la nostra specie animale!).

Dobbiamo inoltre fare attenzione ad alcuni farmaci, come i corticosteroidi (cortisone), che se assunti a lungo hanno effetti deleteri sulle ossa, per cui devono essere limitati il più possibile.

Poi altre situazioni concomitanti, come problemi ormonali, gastrointestinali, renali e reumatologici e altri, ad esempio, sono notoriamente associate a una riduzione della densità ossea e a un aumento del rischio di fratture e devono essere gestite in modo appropriato da un medico che conosca tutto questo.

Infine, come diciamo in qualsiasi condizione, è fondamentale evitare il fumo e l’eccesso di alcol.

Il bilancio ormonale

Anche quando si parla di ossa e osteoporosi, gli ormoni hanno un ruolo centrale. Tanti ormoni!

Una progressiva carenza di ormoni sessuali (estrogeni e testosterone) con l’età e alte concentrazioni di cortisolo (il cosiddetto ormone dello stress) sono tra le principali cause di osteoporosi andando avanti negli anni.

La terapia ormonale sostitutiva (naturalmente bioidentica) nelle persone con carenza di questi ormoni, specialmente con la menopausa nelle donne, ma poi anche negli uomini, che hanno comunque un calo del testosterone negli anni, è infatti molto spesso consigliata (te ne parlo dopo).

Allo stesso modo, le strategie per ridurre i livelli di cortisolo (non sai quante persone vedo con squilibri del cortisolo) sono essenziali per prevenire l’osteoporosi e migliorare la densità ossea nel tempo. Qui si parla quindi di gestione dello stress e mindfulness, ad esempio.

Terapie per l’osteoporosi

Una volta che abbiamo una diagnosi di osteoporosi (ti parlerò presto di come si fa diagnosi e di una tecnologia nuovissima per farla, per oggi questo articolo è già piuttosto lungo così) possono essere necessari integratori o farmaci che aumentano la formazione ossea o riducono la perdita ossea.

Tutto questo fermo restando che i principi riguardante lo stile di vita citati prima sono sempre validi e rimangono le fondamenta del trattamento di un’osteoporosi. Utilizzare integratori e farmaci senza queste fondamenta sarà sempre fallimentare.

Integratori

Possiamo considerare come base, a seconda del caso clinico:

  • Calcio: essenziale per la formazione e il mantenimento della massa ossea. È preferibile assumere il calcio attraverso la dieta (latticini, verdure a foglia verde, acque minerali ricche di calcio) ma possiamo semmai integrarlo.
  • Vitamina D: importante per l’assorbimento del calcio e la salute delle ossa. La vitamina D può essere ottenuta dall’esposizione al sole e integrata, se necessario. Ti parlo molto spesso di questo fantastico pro-ormone.
  • Magnesio: cruciale per la salute ossea e molte altre funzioni corporee, il magnesio serve inoltre per attivare la vitamina D. Quale magnesio? Eccolo.
  • Vitamina K2: aiuta a indirizzare il calcio verso le ossa e a impedire che si depositi nelle arterie. La vitamina K2 è “il vigile urbano” del calcio, gli dice dove andare.
  • Collagene: integrarlo in forma di peptidi, per una migliore biodisponibilità, e molto utile visto che le ossa contengono proprio collagene.

Farmaci

Premesso che l’ideale sarebbe fare tutto, e dico tutto il possibile prima, se non ottenessimo proprio risultati sufficienti ti posso elencare:

  • Bisfosfonati: come ad esempio alendronato, risedronato… servono per prevenire la perdita di massa ossea e ridurre il rischio di fratture. Spesso si assumono settimanalmente, ma la loro posologia varia a seconda delle molecole e dei casi clinici.
  • Calcitonina: assumibile in spray nasale, una delle ultime terapie introdotte, utilizzata però non in prima scelta.
  • Denosumab: un anticorpo monoclonale che riduce l’attività degli osteoclasti, le cellule che degradano l’osso. Si assume 2 volte l’anno tramite iniezione.
  • Teriparatide: una forma sintetica di ormone paratiroideo ricombinante (PTH1-34 ricombinante) utilizzato in casi gravi di osteoporosi, si utilizza tutti i giorni.
  • Abaloparatide: un analogo sintetico del peptide legato all’ormone paratiroideo (PTHrP), viene somministrato quotidianamente come iniezione sottocutanea.
  • Romosozumab: inibisce la sclerostina (una sostanza che riduce la formazione ossea e aumenta il riassorbimento osseo) e viene somministrato come iniezione sottocutanea una volta al mese.

Questi ultimi vengono chiamati anche “anabolizzanti ossei” e spesso vengono suggeriti per massimo 1-2 anni, a seconda dei casi.

Tra i farmaci includiamo la terapia ormonale (ribadisco, bioidentica): utile, come dicevo prima, soprattutto nelle donne in menopausa, per re-integrare gli ormoni che vengono a mancare che sono cruciali (anche) per la salute delle ossa (oltre che per la riduzione del rischio cardiovascolare!).

In conclusione…

L’osteoporosi è una situazione che ha diverse cause e può essere prevenuta o trattata con molti interventi, sempre da personalizzare, come tengo sempre a specificare.

Tutto questo va seguito e gestito da un medico esperto in tutto questo, per cui mi raccomando, avessi dubbi o qualche problematica, rivolgiti ad un professionista!

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