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Vitamina D: cose che non sai

Dic 27, 2023 | Infiammazione, Medicina Preventiva, Nutraceutica

Parlare di vitamina D meriterebbe un libro intero, non un semplice articolo.

Approfitterò però per raccontarti oggi cose che probabilmente non sai della vitamina D, e ti dirò alla fine come prenderla.

Non citerò quindi l’esposizione solare, la sua utilità nel metabolismo di calcio e fosfati, in particolare in un quadro di osteoporosi e rischio di fratture. E non ti citerò la sua importanza per sostenere il nostro sistema immunitario, anche di questo ormai si parla spesso.

Ti racconterò di molte altre cose: pensa che è coinvolta in più di 2000 reazioni diverse nel nostro corpo, per cui c’è davvero tanto da dire. Ti parlerò di alcuni poteri principali, che probabilmente non conosci.

Vitamina D e ormoni

La vitamina D è un ormone. Questo è il motivo per cui preferisco di solito, come altri colleghi, chiamarla ormone D più che vitamina D o vitamina D3.

Essa deriva dal colesterolo, come testosterone, estrogeni, cortisolo. La forma attivata dell’ormone D si chiama calcitriolo.

A proposito di ormoni, è ben noto che la vitamina D aumenti i livelli di testosterone e in generale ha un ruolo sull’anabolismo muscolare. Questo perché aumenta i livelli di IGF-1, un importante molecola per la crescita cellulare (è un metabolita del GH, l’ormone della crescita).

A questi scopi, l‘associazione di vitamina D con leucina ed idrossimetilbutirrato (HMB) sembra ne aumenti l’efficacia.

Questo prodotto, con anche ornitina e arginina, ha proprio questi scopi (questi ultimi due sono stimolatori naturali del GH), fino a 4 misurini al giorno.

Vitamina D e insulina

La vitamina D migliora la sensibilità insulinica, e si è visto che persone sovrappeso od obese, specialmente con diabete, hanno molto spesso valori bassi di vitamina D.

Questo perchè la vitamina D è liposolubile, ovvero si “scioglie bene” nei grassi: chi ha maggiori quantità di grasso ha meno vitamina D attivata, perché si deposita proprio nel grasso.

Studi hanno confermato che la somministrazione di vitamina D associata ad un’alimentazione corretta in queste persone ha favorito la perdita di peso, in forma direttamente proporzionale (maggiori i livelli di vitamina D, migliori i risultati).

Infiammazione

L’ormone D riduce anche sull’infiammazione cronica di basso grado, quello stato infiammatorio di cui ti parlo spesso, terreno ultra-fertile per lo sviluppo di diabete, malattie neurodegenerative, malattie cardiovascolari.

Questo soprattutto proprio in correlazione all’insulina: riducendo l’insulino-resistenza, e quindi i livelli in generale di insulina, si riduce il rischio di infiammazione cronica (troppa insulina favorisce l’aumento di citochine infiammatorie).

Questo si verifica poi anche per la nota modulazione della vitamina D sul sistema immunitario.

Modulazione del sonno e del dolore

Molti studi associano una carenza di vitamina D a disturbi del sonno e ad un aumento della sensibilità al dolore; infatti in situazioni in cui ci sia una condizione dolorosa come fibromialgia o artrite reumatoide, nelle quali spesso è disturbato anche il sonno, la somministrazione di vitamina D ha migliorato sia i tempi di addormentamento che i sintomi di dolore cronico.

Questi meccanismi sono sempre legati all’azione antinfiammatoria della vitamina D.

Equilibrio ormonale della donna

Dopo la menopausa, vi è nelle donne il noto calo degli estrogeni (i noti ormoni femminili). Questo calo è molto spesso associato anche ad un calo di vitamina D: si è notato che riportando i valori in un buon range, questo contribuiva anche ad un aumento degli estrogeni, e quindi ad un minor rischio di problemi cardiovascolari e osteoporosi.

Inoltre, è noto che valori bassi di vitamina D favoriscano cicli mestruali più irregolari. Anche in questi casi l’integrazione può dare un aiuto.


Quale vitamina D prendere e come?

Quando dico che spesso cercare solo gli asterischi nelle analisi del sangue è poco utile, faccio spesso l’esempio dell’esame della vitamina D.

Molti laboratori danno come valore sufficiente 30 ng/ml. Ebbene, questo valore è proprio il “6 meno meno”. Uno legge 31, e dice ok, vado bene così. Sbagliato!

Per usufruire davvero dei suoi benefici, l’obbiettivo è raggiungere i 60-80 ng/ml.

Per la nostra vita spesso al chiuso è molto facile che si debba integrare. Ti consiglio questo prodotto.

Il dosaggio dipende molto dai valori iniziali di vitamina D, dal sesso, dall’età e dagli obiettivi. In generale consiglio come minimo 2000 UI al giorno, sino anche a 8000, 10000 UI al giorno.

Solitamente non consiglio il “bolo” ogni tot settimane, il classico flaconcino da bere da 25000 UI o 50000 UI. Meglio assumerla tutti i giorni (ed evitare gli oli vegetali poco salutari e molto infiammatori che spesso si trovano in quei flaconcini),

La vitamina D va presa al mattino, per favorire il nostro ritmo sonno-veglia.

Associazione con vitamina K2

Mi raccomando, in caso di dosaggi aumentati va associata alla vitamina K2.

Ti consiglio la vitamina K2 MK7, che è più biodisponibile e ha una maggiore durata d’azione.

Il rapporto vitamina D-K2 è argomento molto dibattuto: alcune raccomandazioni suggeriscono un rapporto di 1000 IU di vitamina D a 100 microgrammi di K2 MK7. Altri autori suggeriscono che non esista un rapporto specifico di vitamina D a vitamina K a causa della variabilità individuale nella quantità di vitamina D necessaria per raggiungere un livello target nel sangue.

Viene quindi suggerito un dosaggio terapeutico di vitamina K2 (MK7) tra 180 e 200 mcg al giorno tra cibo e integratori​​. Questa ha proprio 200 mcg per capsula, ti consiglio di assumerla dopo pranzo, nel caso.

Perché La vitamina K2? Essa favorisce il deposito di calcio a livello osseo, per cui se assumi dosaggi alti di vitamina D, che aumenta l’assorbimento di calcio, grazie alla K2 questo va più facilmente a finire nelle ossa e non nelle tue arterie, riducendo il rischio di formazione di placche aterosclerotiche.

Non solo: la vitamina K2 ha anche un po’ di azione di “spazzina” del calcio, ovvero riduce in generale la calcificazione di tessuti e arterie.

Una chicca: è fisiologicamente meglio assumere vitamina K2 separata, circa 6 ore dopo alla vitamina D, se vogliamo proprio essere “scientifici”.

Se assumiamo contemporaneamente vitamina K2 e vitamina D, si potrebbero saturare i recettori comuni, ovvero potrebbero darsi fastidio a vicenda nel processo di assorbimento, e questo può compromettere l’efficacia di entrambe. Quindi, per massimizzare i benefici di entrambe le vitamine, è consigliabile assumerle a distanza di circa 6 ore l’una dall’altra.

Spero che questo articolo un po’ più lungo del solito (te l’ho detto che ci vorrebbe un libro intero!) ti abbia dato informazioni utili, fammi sapere nei commenti se avessi dei dubbi!

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