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Il rapporto Omega-6/Omega-3

Lug 30, 2023 | Alimentazione, Nutraceutica, Test

Il rapporto omega-6/omega-3 è un test fondamentale da inserire nelle nostre analisi del sangue.

Una sua alterazione indica uno stato infiammatorio e la predisposizione a sviluppare malattie cardiovascolari, metaboliche (in primis il diabete) e neurodegenerative. È sicuramente utile associato anche ad altri esami specifici (ti avevo già parlato dei nuovi esami per il colesterolo).

Il rapporto ideale dovrebbe essere compreso tra 4:1 e 8:1.

omega3

Gli omega-6 e gli omega-3 sono entrambi acidi grassi polinsaturi essenziali, ovvero il nostro corpo non può produrli autonomamente e quindi devono essere assunti tramite l’alimentazione.

Gli omega-3 favoriscono la produzione di prostaglandine ad effetto antinfiammatorio, mentre uno squilibrio a favore degli omega-6 porta alla produzione di prostaglandine di tipo infiammatorio.

Lo squilibrio occidentale

L’alimentazione tipica dell’occidente è spesso caratterizzata da un eccessivo consumo di alimenti ricchi di omega-6, come gli oli vegetali (olio di semi di mais, olio di semi di girasole, olio di semi di colza, etc.), con un’inadeguata assunzione di alimenti ricchi di omega-3, come i pesci grassi.

Questo ha portato a uno squilibrio nel rapporto tra questi due acidi grassi nella dieta, con un aumento dell’apporto di omega-6 rispetto agli omega-3.

Questo squilibrio può predisporci più facilmente a malattie. Mentre sia gli omega-6 che gli omega-3 svolgono ruoli importanti nel nostro organismo, un’eccessiva presenza di omega-6 rispetto agli omega-3 ha azione infiammatoria e può promuovere in modo importante linfiammazione cronica di basso grado, aumentando, come ti dicevo, il rischio di malattie.

Questo squilibrio è molto meno presente in Oriente, specialmente in Giappone, per via della loro alimentazione generalmente molto più ricca di omega-3 e più povera di Omega-6.

Gli omega-6 sono precursori di mediatori infiammatori, come le prostaglandine di tipo 2 (PGE2), che possono aumentare l’infiammazione nel nostro corpo. Invece gli omega-3 sono precursori di mediatori antinfiammatori, come le prostaglandine di tipo 3 (PGE3) e i leucotrieni di tipo 5 (LTB5), che aiutano a ridurre l’infiammazione e promuovono la risoluzione dell’infiammazione.

Il rapporto omega-6/omega-3 nella dieta

Un equilibrato rapporto omega-6/omega-3 nella dieta è generalmente considerato intorno a 4:1 o inferiore: questo per mantenere una risposta infiammatoria appropriata nel corpo e favorire la nostra prevenzione.

Purtroppo la dieta occidentale a cui siamo abituati spesso presenta rapporti molto più elevati, talvolta raggiungendo rapporti di 20:1 o addirittura superiori, specialmente negli Stati Uniti.

Cosa fare e cosa evitare

Per ripristinare un rapporto omega-6/omega-3 equilibrato, il consiglio è naturalmente di aumentare l’assunzione di alimenti ricchi di omega-3, come i pesci grassi (salmone selvaggio e non allevato, sgombro, sardine) e i semi di lino.

Ovviamente, per facilitare questo ripristino, è sicuramente molto utile integrare omega-3, con a seconda del caso clinico, anche 1-4 capsule molli al giorno. Ti consiglio questi, certificati IFOS, che utilizzo sempre:

Allo stesso tempo il consiglio è di ridurre (o meglio, abolire!) l’uso di oli vegetali ad alto contenuto di omega-6. Per darti un’idea del loro squilibrio:

  1. Olio di semi di girasole, spesso molto utilizzato in cucina: rapporto omega-6/omega-3 di circa 120:1.
  2. Olio di semi di mais: rapporto di circa 45:1.
  3. Olio di semi di soia: rapporto di circa 7:1.

Concludendo, il rapporto omega-6/omega-3 non è un test che fanno tutti i laboratori, ma ti consiglio di aggiungerlo in un pannello di esami per conoscere il tuo stato ossidativo, infiammatorio e in generale preventivo. E’ un esame utile da inserire anche per conoscere un’eventuale stato di infiammazione cronica di basso grado, degli altri esami utili te ne avevo parlato qui.

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Bibliografia

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