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Resveratrolo? No, polidatina!

Nov 21, 2023 | Antiaging, Infiammazione, Nutraceutica

Il resveratrolo è un’ottima molecola, ma c’è molto di meglio!

Il resveratrolo è un fitonutriente presente in alcune piante, tra cui l’uva, le noci e alcune specie di piante medicinali.

È stato oggetto di numerosi studi e conosciamo bene le sue proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, cardioprotettrici.

Il resveratrolo viene prodotto dalle piante per difenderle contro infezioni e ossidazione. Ma la vera star, quando parliamo di resveratrolo, è uno dei suoi precursori: la polidatina.

La polidatina è meglio

La polidatina è un glucoside precursore del resveratrolo e si trova anch’essa nell’uva, in particolare nella buccia e nei semi. Si trova però soprattutto nelle radici del Polygonum Cuspidatum, una pianta originaria della Cina e del nord-est asiatico.

La molecola è molto più idrosolubile, risulta circa 50 volte più efficace del resveratrolo. La polidatina, grazie a un meccanismo di trasporto attivo che utilizza i trasportatori di glucosio, raggiunge tutte le cellule dei tessuti in concentrazioni molto elevate e attive.

Il gruppo glucosidico funge da “trasportatore” dentro le cellule. Dentro le cellule si trasforma in resveratrolo.

Quindi, tradotto, si assorbe meglio e funziona molto di più.

Inoltre, la polidatina può attivare le sirtuine, considerati i geni della longevità, e aumenta la crescita dei mitocondri.

Allo stesso tempo, inibisce anche la malondialdeide (MDA), deputata alla perossidazione lipidica e all’aumento dello stress ossidativo. Questo è un parametro che chiedo spesso ai miei pazienti.

Benefici della polidatina

La polidatina, grazie alla sua attività antiossidante ed anti-radicali liberi, agisce sui mediatori dell’infiammazione e modula il metabolismo lipidico. Ecco i principali benefici:

  • Agisce contro tutti i radicali liberi e inibisce l’ossidazione dei lipidi riducendo il colesterolo LDL ossidato
  • Combatte lo stress ossidativo con ottima attività antinfiammatoria
  • Possiede potenziale attività antitumorale
  • Inibisce l’aggregazione piastrinica
  • Ha un potente effetto immunomodulante
  • Potenziale azione antivirale e antibatterica
  • Spiccate doti anti-invecchiamento e neuroprotettive (agendo sulle sirtuine)
  • Può regolare l’ipertensione arteriosa modulando i geni INOS che generano vasodilatazione dei tessuti
  • può essere utile per la steatosi epatica (il cosiddetto “fegato grasso”).

E, ultimo ma non ultimo, può combattere i danni da lipopolisaccaridi da batteri intestinali, i quali sono responsabili (o co-responsabili) di diverse problematiche cardiache, aterosclerotiche e anche neurologiche, come il morbo di Parkinson (la polidatina passa la barriera emato-encefalica). Ti parlerò presto dei lipopolisaccaridi, in ottica preventiva.

Effetti collaterali?

Molto rari, più che altro di tipo gastrointestinale (io non ho mai riscontrato problematiche nella mia esperienza).

Dosaggi della polidatina

Mediamente si utilizzano 100-200 mg a seconda dei casi clinici, di solito alla sera.

Il consiglio che ti dò è di valutare, insieme al tuo medico di riferimento, l’esecuzione di esami specifici riguardanti la tua situazione, e lì individuare la potenziale necessità di integrare polidatina.

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2 Commenti

  1. Nino

    Buongiorno
    Dove trobiamo la politadina ?
    Grazie

    Rispondi
    • Dott. Solari

      Più che mettere 3 banner nell’articolo cosa dovrei fare? 🙂

      Rispondi

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