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Akkermansia: un batterio per dimagrire

Set 22, 2023 | Infiammazione, Nutraceutica

Akkermansia Muciniphila è un batterio anaerobico gram-negativo, appartenente alla famiglia delle Verrucomicrobiaceae, che vive normalmente nel nostro intestino. Potremmo chiamarlo un batterio “buono.

Oggi ti racconto di alcuni studi che associano una sua carenza a condizioni come insulinoresistenza, diabete di tipo 2, obesità, e come il suo utilizzo possa contrastare queste condizioni.

Akkermansia e infiammazione

Questo batterio “buono” è fondamentale per contribuire al mantenimento dell’equilibrio del nostro microbiota.

Innanzitutto ha un ruolo sull’infiammazione del nostro intestino e in generale del nostro corpo: svolge un ruolo cruciale nella protezione della barriera intestinale, aiutando a mantenere la sua integrità e funzionalità.

Akkermansia Muciniphila si nutre del muco presente nel tratto intestinale: converte poi i suoi componenti in acetato, un acido grasso a catena corta. L’acetato è un importante substrato energetico per le cellule epiteliali intestinali e può contribuire al mantenimento della barriera intestinale e alla sua integrità.

Questo processo sembra avere un effetto positivo sulla stimolazione della produzione di nuovi strati di muco da parte delle cellule epiteliali. Ciò contribuisce a rafforzare la barriera intestinale e a prevenire l’adesione di batteri “cattivi” alle cellule dell’epitelio.

Questo è il motivo per cui la sua presenza è correlata alla riduzione dell’infiammazione intestinale: può influenzare positivamente la risposta immunitaria locale e modulare l’infiammazione nel tratto intestinale, riducendo il rischio di infezioni e contribuendo a regolare la risposta immunitaria locale.

Uso nella sindrome metabolica

Ma la cosa ancora più affascinante è che è dimostrato che il consumo di probiotici contenenti Akkermansia Muciniphila possa avere effetti positivi sulla salute metabolica.

La presenza di Akkermansia contribuisce a ridurre l’assorbimento dei grassi nel sangue. Questo processo può portare a una diminuzione dell’accumulo di lipidi nel fegato e nei tessuti adiposi, contribuendo così a prevenire l’insorgenza dell’obesità, a migliorare il profilo lipidico e in generale anche a far perdere peso!

Poi aiuta a migliorare la glicemia: favorisce una maggiore sensibilità all’insulina e una migliore captazione di glucosio nelle cellule, riducendo così i livelli di zucchero nel sangue e, anche per questo, può aiutare per il peso.

In generale i benefici più interessanti ed efficaci sono proprio riguardanti la riduzione di insulina e di insulinoresistenza, condizione molto spesso non indagata o del tutto sconosciuta a molte persone (e molti professionisti, purtroppo).

Quale Akkermansia e come?

In caso di parere positivo da parte di un professionista riguardante la sua assunzione, dopo un’accurata anamnesi, solitamente consiglio questo prodotto che è pastorizzato e contiene inoltre vitamina B2, vitamina D, il cromo, anch’esso utile per il metabolismo glucidico, e poi una chicca, epigallocatechina gallato, un polifenolo antiossidante contenuto nel tè verde.

Ti suggerisco una compressa al giorno, vicino ad un pasto, per 30 giorni.

Mi raccomando, nel caso avessi iniziato ad assumerlo, fammi sapere come ti sei trovata/o!

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Bibliografia

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2 Commenti

  1. Donatella Cane

    Buongiorno da iperinsulinemica sono arrivata da sola all’Akkermansia perché nessuno ci aiuta a parte lei e per questo grazie infinito, lo assumo da un paio di mesi 1 cps die e confermo che mi sento molto meglio, regolarita intestinale, addome più piatto e riesco a mantenere il peso senza la solita tendenza al rialzo (ovvio non mangio tutto quello che vorrei) ma gli sgarri non mi fatto aumentare vorticosamente. Personalmente ho trovato una farmacia on-line che vende il prodotto ad un prezzo un poco più basso.
    Se posso contribuire con maggiori specifiche sui miei risultati, resto a disposizione.

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    • valeriosolari@me.com

      Grazie a lei per la sua bella testimonianza, sarebbe molto interessante sapere da che valore partiva di insulina e se ha rifatto un prelievo per vedere quanto è eventualmente migliorata.

      Rispondi

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