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5 esami BASE che devi fare

Dic 29, 2023 | Medicina Preventiva, Test

Oggi ti racconto di 5 esami base che fa qualsiasi laboratorio per darti un’idea del tuo stato metabolico e del tuo rischio di malattie cardiovascolari.

Partiamo subito!

Glicemia

Quanto zucchero (o meglio dire, glucosio) c’è nel tuo sangue? Un esame banalissimo ma importantissimo per capire se stai mangiando correttamente, se hai un’infiammazione o direttamente per fare diagnosi di diabete.

Insulina

L’ormone per fare abbassare la glicemia, ci dà un quadro importante del tuo metabolismo e di come è il suo equilibrio.

Troppa insulina significa insulinoresistenza ed è una situazione a rischio di diabete, sindrome dell’ovaio policistico ed è la causa per cui tante diete non funzionano: l’insulina è l’ormone “ingrassogeno” per eccellenza, e favorisce l’infiammazione.

Trigliceridi

Sono la principale forma di grasso immagazzinato nel corpo e provengono sia dall’alimentazione sia da produzione interna.

Valori elevati di trigliceridi derivano da un’alimentazione sbilanciata sui carboidrati (o anche da condizioni genetiche) e possono aumentare il rischio di malattie cardiovascolari; sono spesso associati a obesità, dieta non equilibrata, sedentarietà.

Colesterolo HDL

È una lipoproteina che ha la funziona di trasportare le molecole di colesterolo presenti nel sangue verso il fegato per l’eliminazione, facendo quindi da “spazzina” in particolare del colesterolo modificato.

Valori elevati di HDL sono protettivi contro le malattie cardiache, mentre valori bassi possono aumentare il rischio cardiovascolare.

Tip: sai qual è il modo migliore per aumentare HDL? Fai più attività fisica!

Omocisteina

L’omocisteina è un aminoacido solforato (contiene un atomo di zolfo) che deriva dal metabolismo della metionina, aminoacido essenziale che si assume con i cibi (soprattutto carne, uova).

Se troppo alta, può essere un pericolo per la nostra salute cardiovascolare. In particolare può legarsi ad esempio al colesterolo circolante rendendolo colesterolo omocisteinizzato e renderlo pericoloso (questo si può definire “colesterolo cattivo” ad esempio, e non l’LDL…).

Un suo valore alto deriva da infiammazione, fumo, polimorfismo MTHFR (una caratteristica genetica frequente in molte persone e che non dà segno si sé, se non nelle analisi).

Bonus: alcuni indici predittivi

Con solo questi 5 parametri possiamo calcolare ben 3 indici diversi molto utili per stimare un nostro rischio metabolico o cardiovascolare. Prendi la calcolatrice!

L’HOMA Index

Da glicemia e insulina si può calcolare l’HOMA Index, una formula semplice per fare diagnosi di insulinoresistenza, che io personalmente utilizzo molto: glicemia x insulina / 405. Valori superiori a 2-2,2 sono indicativi di un’insulinoresistenza (da correlarsi però poi anche ad altri esami e alla clinica).

L’indice trigliceridi-glucosio (TyG index)

Da trigliceridi e glicemia si può calcolare l’indice trigliceridi glucosio (TyG), un altro parametro utilizzato per stimare l’insulino-resistenza. È calcolato attraverso una formula apparentemente meno semplice di quella dell’Homa Index:

Indice TyG = ln⁡( Trigliceridi x Glicemia a digiuno / 2).

(ln sta per logaritmo naturale, per cui ti serve sicuramente una calcolatrice o un sito internet che te lo calcoli in automatico, come questo).

I soggetti con un indice di 4,49 o superiore sono probabilmente affetti da insulino-resistenza.

Questo test, meno affidabile dell’HOMA Index (ma meno costoso), è comunque utile per la stima di altre possibili condizioni patologiche (v. figura).

P.S. Il test HIEC, noto come test di clamp euglicemico iperinsulinemico, è considerato il test più efficace per misurare la sensibilità all’insulina e quindi per diagnosticare l’insulino-resistenza, ma è molto complesso e costoso (serve tempo e personale, si somministra una dose costante di insulina per via endovenosa e poi anche glucosio, e si misura il tutto).

ll rapporto trigliceridi/HDL

È un indicatore utilizzato per valutare il rischio di malattie cardiovascolari (e, in forma minore, anche l’insulinoresistenza). Un rapporto elevato suggerisce un aumentato rischio cardiovascolare.

Questo rapporto dovrebbe essere inferiore a 1,8 e io lo considero più importante di altri fattori di rischio “classici”, come il livello totale di LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo” (ti ho parlato molto a lungo di questo argomento qui).

Alcuni autori lo identificano un significativo predittore precoce e sensibile di insulino-resistenza nei bambini al posto dell’HOMA Index. Il valore soglia è ≥1,36.


Spero che con questo articolo ti abbia aiutato a fornirti degli strumenti utili per la tua prevenzione. Fammi sapere nei commenti se hai altre domande!

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